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Presentazione del Libro

Presentazione del Libro "A casa mia si diceva..."

Il Gal Verla è lieto di invitarvi alla presentazione del Libro "A casa mia si diceva..."  proverbi e modi di dire in dialetto atinate raccolti da Adriana Scarasso.

Presenta:
Gerardo Vacana - Poeta

Interverranno:
Adolfo Valente - Sindaco di Atina
Loreto Policella - Presidente del Gal Versante Laziale del Parco Nazionale d'Abruzzo

Reciterà:
Maria Teresa Rossi

Sabato 17 Novembre alle ore 18 presso il Palazzo Ducale di Atina.

A casa mia si diceva…


Il Gal Versante Laziale del PNA ha da sempre avuto la consapevolezza che l’identità territoriale e l’innovazione economica non debbano essere entità dialettiche ma dialoganti; perciò ha cercato di coniugare le azioni di programmazione, promozione e finanziamento con azioni finalizzate al recupero, conservazione e valorizzazione dell’identità del territorio.
Siamo lieti di pubblicare il libro "A casa mia si diceva", proverbi e modi di dire in dialetto atinate raccolti con amore e tenacia da Adriana Scarasso.

Il volume, che verrà presentato sabato 17 Novembre alle ore 18 presso il Palazzo Ducale di Atina, raccoglie annunci in forma breve di proverbi, modi di dire; verità sedimentate e proposte a sostegno o rafforzamento di argomentazioni, o come avvertimento futuro, o come giudizio su un avvenimento passato o come suggerimenti per la condotta personale e dell’intera comunità.
I proverbi infatti, pronunciati con brevità, densità espressiva e cura degli aspetti fonico- ritmici, hanno per secoli identificato, indirizzato e governato i comportamenti sociali e le paure del mondo agricolo e tempo ciclico...con messaggi condivisi, incisivi e perentori.

Alla storica chiusura ed all’isolamento delle comunità agricole dei Comuni della Valle di Comino, alla scarsa alfabetizzazione e conoscenza scientifica, suppliva la conoscenza sintetica dei proverbi; un codice di valori e di principi espressi in una rete di detti, raccontati con motti, massime e aforismi riguardanti tutti gli aspetti della vita.

La rapida industrializzazione provinciale, il pendolarismo, l’alfabetizzazione di massa, la diversificazione sempre più specialistica dei saperi scientifici ed altri fenomeni a loro connessi come la sostituzione del “tempo ciclico” delle stagioni con il “tempo lineare” dell’industria (abbandono delle terre, emigrazione e spopolamento dei borghi rurali, o la loro trasformazione in luoghi di sola residenza, l’accettazione acritica di nuovi stilemi culturali) hanno eroso l’etica comunitaria, espressa nei proverbi e nei detti popolari.

Movimenti politico-culturali come il ‘68 hanno accentuato la tendenza ad una forte discontinuità con la tradizione; la rottura dei rapporti familiari e comunitari ha via via provocato un processo di atomizzazione sociale della persona e la conseguente modificazione delle forme di famiglia.
Così abbandonate le tradizioni, la comunità di borgo e la famiglia tradizionale a favore di un’ideale di società urbana e industriale, le persone hanno iniziato ad utilizzare massime di scrittori e di filosofi, citazioni da film, citazioni da canzoni, da spettacoli, da fumetti ecc. reperibili in un rapporto personale con il cinema, la letteratura, il teatro, la musica...

Ma come spesso accade nella storia, nulla si cancella completamente e, sia pure con una funzione diversa, queste forme proverbiali brevi tornano. Il recupero minuzioso dei proverbi di Atina, attraverso la loro puntuale trascrizione, se è indubbiamente il segno del definitivo distacco avvenuto con quella cultura è altresì l’unica possibilità che abbiamo, prima che se ne perda definitivamente la memoria, di documentare, attraverso la loro catalogazione e cristallizzazione, il nesso mai banale esistente tra quei documenti, l’etica comunitaria, il codice dei valori e l’identità locale che li ha espressi.


Loreto Policella
PRESIDENTE DEL GAL
Versante Laziale del Parco Nazionale D’Abruzzo