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Il Pane e le Ciambelle

Il pane, una volta preparato in casa dalle donne, con una lavorazione quando nell’arca si metteva il lievito e cioè si metteva a bagno per circa un’ora il lievito (un po’ della pasta del pane lasciata la settimana precedente ) e poi s’impastava con farina e acqua calda.

Al mattino si rimpastava il lievito che durante la notte aveva fermentato con farina, acqua e sale.

La massa si lasciava lievitare per una o due ore circa e poi si formavano pagnotte che si lasciavano ancora a lievitare per altre due ore circa. Nel frattempo, se c’era in casa, si accendeva il forno, altrimenti si portava a un forno pubblico. Il forno era pronto quando i mattoni interni divenivano bianchi.

E allora il pane doveva essere infornato per circa due ore. A volte all’impasto si aggiungevano delle patate lesse schiacciate per risparmiare farina e perché così il pane restava più morbido.

Il pane risultava più scuro di quello di oggi perché il mulino a pietra lasciava nella farina una maggior quantità di crusca, anche se veniva usato il setaccio.
Più spesso il pane veniva fatto con la farina di mais che costava di meno.

Quando era raffermo, veniva utilizzato nella minestra che veniva preparata in questo modo: si faceva soffriggere in olio lardo, cipolle, carote, zucchine, sedano, patate.
Si aggiungevano poi i fagioli precedentemente cotti nella pignatta con aggiunta di cotiche a pezzi o l’osso del prosciutto. Infine vanno aggiunte le verdure e cioè rape, verza, ma anche cicoria o scarola. Il tutto deve bollire lentamente e a lungo per ottenere alla fine un insieme ben amalgamato. Un po’ d’olio e aglio soffritto per insaporire e va tutto versato sul pane raffermo fatto a pezzi, aspettando 15 minuti.

Le croste di pane raffermo venivano fatte bollire e poi , condite con l’olio, costituivano il pan cotto, alimento dei bambini durante lo svezzamento.
Questi piatti costituivano il pasto quotidiano dei contadini e dei pastori.

I prodotti da forno hanno trovato uno sviluppo notevolissimo sia per la qualità che per la varietà dei prodotti . Varietà di ciambelle, dolci e salate, paste lievitate, biscotti.
L’uso di un letto di pane di grano raffermo conferisce alle minestre di verdura un gusto unico (specialità di Boville Ernica Monte San Giovanni).

Il Pane di Veroli

“C'era una volta... il pane” non è l'inizio di una favola per bambini ma una lunga storia da scoprire nel territorio del Gal, specialmente nei numerosi panifici di Veroli che ancora utilizzano forni a legna per cuocere le pagnotte lievitate in modo naturale.

La ricetta del pane lievitato con pasta acida e cotto nei forni a legna è stata già censita dal Gal ed inserita nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (D.M. 18/7/2000) ma è attualmente allo studio un marchio Igp (Indicazione geografica protetta) che possa garantire la specificità di un prodotto preparato come una volta.

In collaborazione con i panificatori di Veroli il marchio consentirà anche di promuovere i laboratori del pane come poli turistici. Oltre al pane Veroli è famosa anche per le “ciambelle ritorte” squisite e profumate all'anice che le massaie di S. Croce cuocevano al forno a legna.