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Progetti realizzati dal Gal: Benvenuti nella Veroli sotterranea [di Elide Di Duca]

Intervista al Sindaco Giuseppe D’Onorio.

Prof. D’Onorio, una realtà importante quella del patrimonio archeologico di Veroli, quale è stata l’intuizione che ha portato al recupero dell’antico percorso romano e quale è stato l’impatto di questa scoperta?

Della Veroli “sotterranea” molti studiosi aveva­ no parlato in modo dav­vero interessante; tra questi è doveroso ricordare Arduino Scaccia Sca­rafoni, Giuseppe Lugli e, in particolare, Loren­zo Quilici e Stefania Gi­gli. Questi ultimi, nel loro pregevole studio Ricerche di topografia per la forma urbana di Verolipubblicato nel volume Città e monumenti nell’Italia antica(1998), tor­navano ad interessarsi di ciò che si conservava al di sotto dell’attuale Palazzo Comunale della nostra cit­tà.

Mancava però uno sca­vo che riportasse alla luce gli ambienti interni al fo­ro e rimasti per secoli non praticabili. Un tesoro ar­cheologico davvero inte­ressante di cui dovevamo riappropriarci come città, un valore storico­cultura­le da far fruire anche a chi verolano non è. Così dal­la conoscenza teorica del sito, siamo passati alla sua valorizzazione con lo sca­vo archeologico esegui­to con alta professionali­tà dalla ditta Lattanzi, sotto la stretta sorveglianza e qualificata direzione del­la dottoressa Sandra Gatti, funzionaria della Sovrin­tendenza archeologica del Lazio. L’intervento di recupero ha riportato al suo antico splendore un Criptoporticorisalente al IV sec. a.C.

La scoperta di questo patrimonio ha permesso secondo lei anche una riscoperta delle radici storiche del vostro territorio e una conseguente valorizzazione di esse?

Come dicevo precedente­mente, la riscoperta di ta­le patrimonio è stata oc­casione per approfondire le nostre origini che, è bene ricordarlo, ri­salgono al popolo Er­nico. Personalmente cre­do che la forza di un ter­ritorio sia proprio quella di far leva sulle proprie origini e sui propri valo­
ri per poter avere un ul­teriore sviluppo nel pros­simo futuro. È, infatti, dal nostro passato ricco di storia che dobbiamo co­gliere le opportunità per continuare a focalizza­re l’attenzione su Veroli e sul suo immenso e ricco territorio. Solo su queste basi si potranno valoriz­zare le nostre peculiari­tà e le ultime scoperte ar­cheologiche affinché le giovani generazioni pos­sano raccoglierne i frut­ti sotto l’aspetto cultura­le ed economico.

Quale è, per sua esperienza come amministratore, il percorso giusto da individuare per conservare in una città come Veroli questo patrimonio archeologico?

Non esiste conservazione senza fruizione. Tutto ciò che è fruibile è natural­mente tutelato e preser­vato per essere trasferito ad altri ed altri ancora. È su tali principi che l’Am­ministrazione Comunale  ha orientato i suoi in­terventi per consentire a Veroli di potersi proietta­re in un circuito, quello del turismo archeologi­co, che da nicchia – per­ché qualche decennio fa sembrava potesse inte­ressare solo agli studiosi – si è sempre più andato caratterizzando come un turismo quasi di massa.

Ciò ha determinato una vera e propria “rete di in­formazione” facendo au­mentare in modo espo­nenziale la ricerca di siti interessanti e ancora ine­splorati come il museo civico ed archeologico di Veroli.

[di Elide Di Duca]


Il restauro in cifre

Attraverso il sup­porto del GAL si sono ottenute le risorse finanziarie per ef­fettuare l’intervento ar­cheologico all’interno del museo civico di Veroli, ri­portando alla luce e alla conseguente fruizione il criptoportico. Questa azione è stato cofinanziata gra­zie al Programma Leader + 2000­2006, Misura II azione 2.a.2 “Inventario, restauro, valorizzazione dei beni storico cultura­li”, per un importo di € 108.144,73.

Attualmente si sta proce­dendo ad un ampliamen­to del sito con un ulte­riore finanziamento del nuovo programma Le­ader 2007­-2013, misu­ra 4.1.3 azione 313 – tu­rismo, per un importo di € 182.000.

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