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Chi vuol essere europeo?

Ci piacerebbe svegliarci un mattino, guardarci allo specchio e riuscire a dirci: sono io, e sono europeo. Siamo in grado di percepire cosa significa essere cittadini dell’Europa oggi?

Euro-entusiasti senza essere idealisti, euro-pragmatici senza abbandonarsi al pessimismo o al cinismo, come essere integrati in questo grande contenitore senza esserne inghiottiti e scomparire?

Al di là delle contraddizioni che sono la croce e la delizia degli economisti, l’attuale congiuntura impone all’Europa di allargare il suo sguardo verso il futuro, piuttosto che ripiegarsi su sé stessa e sul suo passato glorioso. Ma lo impone anche a noi semplici cittadini. Il futuro è nelle nostre mani, un futuro europeo un pò meno. Ecco perché occorrono più che mai quelli che possono essere definiti oggi gli “intermediari” dell’Europa, che non solo aiutano a comprenderne i meccanismi più farraginosi, ma sono in grado di tradurre questi meccanismi in opportunità per il cittadino, nel nostro caso italiano, che vuole entrare nel suo piccolo nell’universo europeo e diventarne attore attivo.

Se è vero che esistono frontiere dell’Europa, significa che esiste uno spazio geografico delimitato nel quale ci sentiamo uniti da qualche comune tratto culturale.

Ma questa DIVERSITA’ è l’essenza dell’Europa e, di conseguenza, prenderne atto e lavorare per fare delle differenze un punto di forza è una sfida prioritaria e necessaria.

Questa è la filosofia del GAL e questo è ciò che vuole evidenziare in tutte le sue azioni indirizzate al territorio: diversità come ricchezza. Ma se vogliamo comprendere questo elemento comune che ci fa sentire europei, forse dobbiamo porci la domanda: l’Europa è presente nella nostra aerea?

Se l’Europa è percepita sul nostro territorio lo è grazie e soprattutto alle azioni del GAL che non possono essere ridotte solo ad un semplice reperimento di finanziamenti europei, ma a qualcosa di più.

Anche se molti sono euroscettici è bello ricordarsi di appartenere ad una grande famiglia, essere cittadini d’Europa o riscoprirsi tali con tutti gli oneri che comporta è anche qualcosa che dovrebbe suscitare magari curiosità in tutto il territorio europeo tra culture e tradizioni sempre diverse ma egualmente affascinanti.

Ecco dunque che il legame tra Europa e territorio si fa ancora più forte. Sono le persone che fanno crescere i territori, sono le stesse persone che possono far crescere l’Europa, che non è poi così lontana. Questa è, in fondo, la missione del GAL che, partendo proprio da un’analisi di quelli che sono i punti di debolezza e di forza della nostra area, propone delle opportunità che possono sottolineare ai cittadini del nostro territorio che forse “la lingua” che parla Bruxelles è anche la nostra.

Possono le opportunità dell’Europa tradursi in sogni, in speranza per il nostro futuro personale e professionale?

Seguiteci nei racconti che vi proporremo nei prossimi numeri di GALVERLA, che si arricchiranno sempre di più; provate ad aprire la porta di casa e a far entrare l’Europa.


APPROFONDIMENTO
L'unione Europea

L’Unione europea (abbreviata in UE o Ue) è un’entità politica di carattere sovranazionale e intergovernativo che comprende 27 paesi membri indipendenti e democratici.

La sua istituzione sotto il nome attuale risale al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1º novembre 1993), al quale tuttavia gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle Comunità europee precedentemente esistenti.

Dal 1º luglio 2013 entrerà a far parte dell’Unione anche la Croazia.

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