Situato agli estremi margini del Lazio sui monti dell’Appennino, Viticuso sorge presso un antico lago esistito fino al tardo medioevo e poi scomparso per carsismo.
Il paese sorse con lo stanziamento di un gruppo di coloni marsicani, favoriti dai conti di Venafro; successivamente sottoposti all’autorità spirituale di Montecassino. Guerra e terremoti hanno ridotto la popolazione che rimaneva esigua tanto che nel Seicento il paese rischiò di scomparire. Brigantaggio filoborbonico e l’emigrazione caratterizzarono
l’Ottocento mentre la seconda guerra mondiale riservò a Viticuso un tragico destino:
diventò retrovia del fronte attestato a Cassino, fu soggetto a razzie,
uccisioni ed alle distruzioni dovute ai bombardamenti alleati.
Il paese fu tra i primi ad essere liberato, ma la distruzione era stata pressoché totale.
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