Il termine Fibreno è stato aggiunto all’originario nome di Posta nel 1877.
Analoga agli altri comuni delle Valle la storia più antica; il centro è menzionato per la prima volta, in una donazione a favore di Montecassino fatta risalire al 970.
Descritto da Giulio Prudenzio nel 1574 come un piccolo borgo noto per i suoi carpioni (trote) e per l'abbondanza della pesca, il paese è anche raffigurato nel secolo XVII in una formella di stucco della Villa Gallia. Posta perse l'autonomia agli inizi dell'Ottocento, e venne associata a Vicalvi a cui rimase legata fino al 1956 quando, malgrado diversi tentativi di rendersi autonoma, con apposita legge tornò all'antica autonomia amministrativa.
Il terremoto del 1915 distrusse metà del centro urbano e l'emigrazione, durata fino ai più recenti anni Settanta, la spopolò. Negli anni ’80 è stata istituita la Riserva Naturale Regionale Lago di Posta Fibreno che include le omonime sorgenti ed i terreni circostanti.
Il lago è celebre non solo per le sorgenti e per il suo ecosistema ma anche per l’isola galleggiante, descritta già Plinio mentre Cicerone rivendica i suoi natali menzionando il Fibreno. Per solcare le acque del lago ancora oggi si usa una piccola imbarcazione, la "nave", costruita dagli abitanti del luogo con tavole di quercia: essa ha la forma di una piroga e viene mossa da un lungo remo a forma di pala.
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