Dal nome di una chiesa dedicata a San Giovanni, a cui venne aggiunto nell’anno Mille l’appellativo “Campano” poiché sito nella provincia pontificia di Campagna, il comune non ha origini certe, ma dalla documentazione storica risulta che intorno ai primi decenni
dell’XI° secolo compare il castello alla sommità della collina su cui è sito.
Insediamento posto sotto il controllo del vescovo di Veroli, passa per intervento di
Roberto il Guiscardo, nelle mani dei D’Aquino che ne fanno un solido baluardo. Preoccupazione principale dei feudatari è l’aspetto della fortificazione del paese che,
cinto da un alta e cospicua cinta muraria dotata di ben quattordici torri, protegge l’imprendibile castello, e ciò è tanto vero se si considerano i tentativi andati a vuoto di Guglielmo I ° e dello stesso Federico Barbarossa.
Solo il tremendo terremoto del 1184 danneggia gravemente le strutture che però vengono rapidamente rinforzate, tanto che soli due anni dopo respingono l’assalto di Enrico VI°. Nel 1243 il castello è nelle mani di Landolfo, padre di San Tommaso d’Aquino.
Il Settecento vede un notevole incremento di popolazione che va a distribuirsi nell’agro intorno alle chiese di campagna, dando vita ad un riordinamento dell’assetto
socio-economico ed urbano, ma si chiude con la rivoluzione: nel 1798 il centro viene occupato dalla truppe francesi che trovano una popolazione fedele al papa-re, ma con la restaurazione esso diviene sede di governatorato e assume un ruolo di predominio sull’intera area. Paese di confine, viene coinvolto nei moti risorgimentali e nel 1849-50 è presidiato dalla truppe napoletane. Nel 1870 entra a far parte del Regno d’Italia.
Il terremoto del 1915 danneggia gravemente il vecchio castello e parte del patrimonio edilizio. Diverse le costruzioni rilevanti quali palazzi nobiliari e chiese. |