Il centro sorge sulla sponda destra del fiume Melfa all’ingresso delle omonime gole.
Come in tutto il territorio del Gal vi sono testimonianze di attività umana
dal paleolitico fino all’età romana.
Nel suo territorio, in località Pescarola, sono stati rinvenuti importanti depositi votivi risalenti al IV° secolo a.C. così come tracce di un antico impianto termale
con relativo sistema di canalizzazione.
La prima menzione del paese risale al 1017 mentre nel 1076 Casalvieri fu
donata all’Abbazia di Montecassino.
Tramontata ben presto l’influenza cassinese, Casalvieri passò da un signore all’altro e, con Casalattico, venne aggregata o sottratta alle tre signorie della zona: Alvito, Arpino e Sora.
Con i Boncompagni si incrementò l’industria della molitura; diversi mulini erano stati costruiti lungo il Melfa che a Casalvieri restringe il suo corso per poter attraversare la stretta valle, oggi denominata, dalla strada che la percorre, il “Tracciolino”.
Le condizioni economiche della popolazione però non erano floride e una parte
della stessa emigrava stagionalmente verso lo stato romano.
In conseguenza degli effetti del disastroso terremoto del 1915 e dei bombardamenti della seconda guerra mondiale gran parte del patrimonio urbanistico è stato distrutto;
nonostante ciò il centro storico presenta ancora alcuni palazzi della borghesia e della piccola nobiltà rurale finemente decorati di età barocca.
Da segnalare il Museo civico Padre Iacobelli, che porta il nome del suo fondatore e nei cui pressi opera un centro studi: al suo interno si conservano numerosi
reperti archeologici della valle di Comino.
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