Anche Atina, così come Arpino, è una delle cosiddette città saturnie,
citata da Virgilio che la annovera tra le cinque città del Lazio alleate contro Enea, definendola “potens”.
Sotto il dominio di Roma ebbe il rango di prefettura, poi di colonia ed infine di municipio. Occupata dai longobardi, saccheggiata dai saraceni, sottoposta ai duchi di Capua,
poi al conte dei Marsi, fino a diventare feudo dei duchi d’Aquino.
Le lotte medioevali furono intensamente vissute e la città passò da una signoria all’altra, dai D’Aquino ai Cantelmo ai Carafa, ai Borgia, ai Navarro, ai Cardona ed infine ai Gallio. Dopo il violento terremoto del 1349 i Cantelmo diedero inizio alla
costruzione del palazzo ducale.
Atina seguì le vicende degli altri paesi delle valle fino all’unità d’Italia e poi nel novecento.
L’edificato presenta notevole interesse archeologico ed architettonico con un sistema difensivo di mura poligonali (V-IV° secolo a.C.), il Palazzo ducale dei Cantelmo,
il Museo archeologico. |