Situata fra le colline del medio corso del Liri, sui rilievi che separano la Valle di Comino da quella del Liri, Arpino è una delle 5 città saturnie.
Reperti preistorici e dei popoli italici testimoniano l’età dell’insediamento ben anteriore al periodo romano. In epoca romana Arpino è stata prefettura e poi municipio anche in virtù di celebri arpinati come Caio Mario, generale romano, Cicerone, celebre oratore, e Agrippa, generale ed uomo politico, suocero dell'imperatore Tiberio, autore di una carta geografica del mondo dei suoi tempi e costruttore del Pantheon.
Con la decadenza dell'impero romano il sito perse la sua importanza.
Solo nel X° secolo si avviò una certa ripresa economica, fondata sulla riorganizzazione
della rete dei monasteri benedettini,
rappresentata in Arpino dal Cenobio femminile di Sant'Andrea.
Dopo il saccheggio delle truppe imperiali del secolo XIII° furono gli Angioini a segnarne una certa ripresa. In quegli anni si ricostruirono e si potenziarono le mura e i due castelli di Civita Vecchia e di Civita Falconara. Dagli Aragonesi Arpino fu venduta ai D'Avalos che,
a loro volta, la cedettero ai Boncompagni. L'espansione economica maggiore si ebbe a partire dal '400 e durò almeno fino al '700 con una consistente crescita demografica,
la formazione di un nuovo ceto di imprenditori, attivi soprattutto nella
fabbricazione dei pannilana e nella creazione di nuove scuole.
Arpino è famosa anche per il pittore Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino, le cui opere sono tutt’ora conservate nelle numerose chiese della città.
Negli anni del Risorgimento molti cittadini furono vicini alle nuove idee unitarie.
Notevole impulso ebbe l'istruzione con la fondazione del collegio Tulliano, famoso liceo arpinate che tutt’ora organizza, in onore di Cicerone,
una manifestazione culturale di rilievo internazionale, il Certamen Ciceronianum Arpinas.
Durante la seconda guerra mondiale la città subì distruzioni per il quaranta per cento delle abitazioni ed ebbe numerosi morti. Dal punto di vista urbanistico Arpino è il risultato dell'unione di due centri fortificati: Civita Falconara e Civita Vecchia, collegati da una cinta muraria di epoca romana. A Civita Vecchia, il più alto dei colli, sorge l'acropoli circondata da mura poligonali lunghe circa tre chilometri, probabilmente del IV° secolo A. C. Arpino presenta un rilevante patrimonio urbanistico (chiese, palazzi, monasteri, piazze e monumenti), mentre sculture di arte contemporanea di Umberto Mastroianni, al quale Arpino ha dedicato una fondazione internazionale d'arte, il Libro di Pietra (riproduzione su pietra di poesie lasciate da poeti ospiti della città), il Museo della Liuteria, il Museo di Archeologia Industriale dell’arte della lana, ne arricchiscono il patrimonio culturale.
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